La storia raccontata nel cartone animato “Frozen” e i suoi personaggi sono tra i più amati degli ultimi anni.

Questo film offre diversi spunti di riflessione, ma un tema che viene rappresentato e che vorrei proporvi in questo articolo è quello del segreto all’interno della famiglia.

Elsa, ancora bambina, scopre di possedere il potere di creare e plasmare il ghiaccio ma non sa come gestirlo. Inizialmente questa caratteristica è controllabile ed Elsa la usa per divertirsi con Anna, la sua sorellina, fino a quando però, in un momento di distrazione la colpisce con una saetta mettendo a repentaglio la sua vita. È qui che i genitori, per proteggere le figlie, decidono di cancellare ad Anna ogni ricordo dei poteri della sorella maggiore, chiudono le porte del castello e diminuiscono la servitù per non far trapelare il segreto.

I “segreti famigliari” sembrano un tema poco attuale ed invece sono ancora molto presenti. 

I segreti sono originati dalla vergogna, dalla paura o dall’illusione di proteggere le persone che amiamo. Sono spesso oggetto di segreti le malattie (intese sia come la scoperta di una malattia, sia come la presenza di una patologia cronica ad es di un fratello), carcerazioni, suicidi o tentati suicidi, le proprie origini, aborti, lutti, ecc.

Un segreto può inoltre portare con sé bugie o interrompere relazioni importanti così come accade tra le sorelle Elsa ed Anna che, non vedendosi più, non possono più coltivare la loro relazione fraterna.

La letteratura sistemica definisce “tossici” i segreti famigliari poiché impediscono alle persone di conoscere e spiegarsi la realtà. Chi è coinvolto in un segreto, soprattutto se si tratta di bambini, vive in un certo contesto, ascolta delle conversazioni, “respira” un certo clima emotivo ma non riesce a comprenderlo e spiegarselo. La “tossicità” è dovuta al fatto che vi è una differenza tra ciò che si conosce (piano razionale) e ciò che si vive (piano emotivo) e questo può essere causa di grandi difficoltà per chi si trova immerso in questa realtà-non realtà.

Ad esempio la grave malattia di un nonno o la disabilità di un fratello sono situazioni che, se presenti in una famiglia, vengono vissute quotidianamente dai figli i quai, se non vengono aiutati a capire possono immaginarsi situazioni o fraintendere vissuti con conseguenze più gravi e dolorose dell’essere accompagnati alla conoscenza della verità.

Cosa può fare un genitore che si riconosce in alcuni di questi aspetti? Iniziare a riflettere sull’importanza di parlare di ciò che fino ad ora è stato tenuto nascosto.

Come: Inizialmente potrà sembrare che sia una strada estremamente in salita e che i “contro” siano molto più numerosi dei “pro”, ma provate a pensare se vi sia mai capitato che qualcuno non vi spiegasse o informasse in merito a qualcosa che vi riguardava: al lavoro, in famiglia, tra amici… come vi siete sentiti? Quali emozioni avete provato?  In alcuni casi può essere utile chiedere aiuto ad uno Psicologo che aiuti nel percorso di “disvelamento” di ciò che è stato tenuto nascosto.

Ricorda: I bambini ed i ragazzi hanno bisogno di conoscere la verità su ciò che li riguarda da vicino o che riguarda la loro vita, l’importante è usare le parole appropriate all’età e alle loro capacità di comprensione.

Dott.ssa Fumi Karini

Psicologa Psicoterapeuta

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